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Tavolini in più sul marciapiede, una pedana ben fatta, qualche fioriera: bastano pochi metri quadri per cambiare il volto di un bar o di un ristorante, e con essi anche il fatturato. Dietro a un dehors, però, c’è una pratica amministrativa precisa, che a Milano richiede di conoscere bene normativa locale, zone e tipologia di suolo coinvolto.
Quando un’attività commerciale vuole installare tavolini, sedute o strutture all’esterno del locale — su un marciapiede, una piazza o una porzione di carreggiata — deve prima ottenere dal Comune un’autorizzazione specifica: l’occupazione di suolo pubblico (OSP). A Milano la materia è oggi gestita prevalentemente tramite il portale comunale Geopost, e la disciplina cambia in modo sensibile in base a tre variabili: la zona del locale (centro storico, ZTL, periferia), il tipo di suolo occupato (marciapiede, piazza o carreggiata) e la tipologia di struttura richiesta.
Il Comune distingue in particolare tra due categorie di intervento, regolate da provvedimenti diversi:
Per i dehors, la presentazione dell’istanza segue regole più stringenti rispetto al semplice arredo esterno, ed è soggetta al Regolamento comunale sulle occupazioni leggere, semirigide e con dehors approvato dal Consiglio Comunale.
La prima regola per chi gestisce una pratica di occupazione suolo pubblico a Milano è non limitarsi a valutare l’intervento “a tavolino”, sulla base di foto e planimetrie esistenti. Un sopralluogo accurato — con misurazioni dirette, rilievo fotografico e verifica delle condizioni reali del marciapiede o della carreggiata — è quello che permette di capire fin da subito se il dehors è realizzabile e a quali condizioni.
Nelle vie più strette del centro storico, dove gli spazi a disposizione sono ridotti, anche pochi centimetri possono fare la differenza tra una pratica accolta senza richieste di integrazione e una respinta o rallentata. Dopo il sopralluogo, il tecnico procede con un rilievo dettagliato che comprende: posizione di tombini, pali e passi carrai, presenza di alberature, larghezza residua del marciapiede per il passaggio pedonale, e flussi di traffico nelle diverse fasce orarie. Tutti questi elementi confluiscono nella relazione tecnica allegata alla domanda.
Si misura l’area, si fotografa lo stato dei luoghi e si verificano i vincoli presenti (tombini, alberi, passi carrai, flussi pedonali).
Si predispongono elaborati quotati (piante, prospetti, sezioni), relazione descrittiva e documentazione fotografica dell’intervento.
La pratica viene depositata tramite Geopost. Se il fascicolo è completo fin dalla prima consegna, l’ufficio può esaminarla senza richieste di integrazione.
Il punto su cui si gioca davvero la velocità della pratica è uno solo: presentare un fascicolo completo già al primo invio. Le richieste di integrazione, quando arrivano, possono allungare i tempi di mesi — mesi in cui il locale resta senza dehors, perdendo coperti e fatturato proprio nei periodi in cui lo spazio esterno farebbe la differenza.
Se il dehors richiede anche interventi edilizi accessori sull’immobile (es. pedane fisse, strutture di appoggio alla facciata), può essere necessaria una pratica edilizia separata. In quel caso vale la pena valutare con un tecnico se l’intervento rientra in una CILA o richieda un titolo diverso.
Il costo complessivo è composto da diverse voci, alcune fisse e alcune calcolate caso per caso. Sono importi indicativi: per una stima precisa è sempre opportuno richiedere un preventivo personalizzato, perché il canone dipende dalla superficie occupata, dalla zona e dalla durata della concessione.
| Voce di costo | Importo indicativo |
|---|---|
| Marca da bollo sulla richiesta | € 16,00 |
| Marca da bollo sull’atto di concessione | € 16,00 |
| Canone unico patrimoniale | calcolato in base a mq, zona e durata |
| Spese istruttorie | variabili in base alla pratica |
| Parcella del tecnico | a consuntivo, su preventivo |
Il canone unico patrimoniale si versa contestualmente al rilascio della concessione o dell’autorizzazione e si calcola tramite l’apposita funzione del portale comunale. Le spese istruttorie possono essere pagate online tramite Geopost o con bonifico al Comune.
Per un ristorante situato in una via del centro storico dagli spazi ridotti, abbiamo proposto una pedana rialzata a filo marciapiede, con una struttura leggera di protezione verso la carreggiata. Il fascicolo presentato comprendeva elaborati tecnici quotati, relazione descrittiva, documentazione fotografica e indicazione puntuale di ogni elemento installato.
Risultato: pratica “immediatamente valutabile”, esaminata dall’ufficio comunale senza richieste di integrazione né modifiche al progetto iniziale, con autorizzazione arrivata in tempi più rapidi della media.
Il filo conduttore di una pratica che si chiude senza intoppi è sempre lo stesso: precisione nel rilievo, completezza della documentazione, e un progetto che tiene conto in anticipo di tutti i vincoli dell’area — non solo di quelli evidenti dalle foto.
Pubblici esercizi e attività con somministrazione, oltre alle imprese artigiane con produzione in loco e consumo immediato sul posto. La licenza di esercizio di vicinato, da sola, non consente l’occupazione con dehors, ma solo con elementi di arredo come tende solari o fioriere.
Dipende dalla completezza della pratica al primo invio. Un fascicolo ben fatto, con tutti gli elaborati richiesti, può essere valutato senza richieste di integrazione; in caso contrario i tempi si allungano anche di mesi.
È permanente se ha carattere stabile e dura almeno un anno, indipendentemente dalla presenza di manufatti fissi. È temporanea se la durata è inferiore a un anno.
Dipende dalla struttura: se il dehors prevede opere accessorie sull’immobile, può essere necessaria una CILA o un altro titolo edilizio. Va sempre valutato caso per caso con un tecnico abilitato.
Ti seguiamo dal sopralluogo alla presentazione della pratica, con un progetto pensato per essere accolto senza richieste di integrazione.
Richiedi un preventivo gratuitoNormativa di riferimento: Regolamento comunale sulle occupazioni leggere, semirigide e con dehors (Comune di Milano); Legge 27/12/2019 n. 160, art. 1 comma 835 (Canone Unico Patrimoniale).
Affidaci la compilazione della CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) per il tuo immobile a Milano e nell’Hinterland. Una volta eseguito il rilievo, CILA Milano compilerà la pratica in 7 giorni.
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Andrea CaroleoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
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Esse EmmeTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
persona preparata e competente..... a me la sensazione di positività è arrivata quando ho constatato che rispettava i tempiPubblicato su Google![]()
marco pagliottaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
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